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venerdì 20 aprile 2018

PERCHE' NON PRATICARE LA MINDFULNESS GRATUITAMENTE A CASA PROPRIA CON UN CORSO ONLINE?



Vorrei segnalare questo percorso formativo online totalmente gratuito per sperimentare il protocollo di mindfulness più famoso, l'MBSR di Jon Kabat-Zinn,un protocollo di 8 incontri.
https://palousemindfulness.com/


Il corso è in inglese.

Per chi volesse provare un percorso gratuito e in italiano con un altro protocollo mindfulness segnalo  il protocollo GAIA di benessere psicosomatico elaborato nell'ambito del progetto Benessere Globale, elaborato a Lucca dal Villaggio Globale.


E' possibile usufruire di 12 lezioni online gratuite sulla loro piattaforma al link:

http://www.benessereglobale.org/benessere_globale.php?id=sessionimindfulness

domenica 8 aprile 2018

PERCHE' E' DIFFICILE INIZIARE A MEDITARE?


Oggi vorrei condividere un pezzo della mia esperienza nell'approcciarmi alla meditazione.
Premetto che ci sono arrivata tardi, dopo i 40 e con la mente analitica e razionale di una ragioniera.
Il primo approccio me lo offre il mio maestro yoga poi un master in psicosomatica in cui imparo un protocollo di mindfulness chiamato GAIA.

I primi approcci


Sono positivi. Ogni volta che qualcuno mi guida nella meditazione percepisco un beneficio.
Mi sento la testa leggera, i pensieri svaniscono e lasciano posto alla pace.
Il corpo svela e scioglie le sue tensioni e io mi sento finalmente "centrata", sensazione che scopro del tutto nuova e che piano piano comincio a familiarizzare.
Come dico a tutti a un certo punto "ho trovato il mio centro" che vuol dire per me:

  •  una sensazione corporea di stare finalmente dritta con la schiena, con un filo immaginario che attraversa la schiena e mi unisce al cielo e alla terra
  • un senso di concentrazione su di un punto dentro me che esercita come un senso di gravità su tutto il resto e mi fa sentire integrata (corpo, mente, cuore e spirito), compatta (solida) e al contempo unita al resto, al mondo, non divisa.


Da qui l'idea che la meditazione fa per me perché mi da' accesso ad una dimensione inesplorata di me e di relazione tra me e il non me. Sono entusiasta e commossa.

Dare continuità, che fatica


Voi direte hai continuato? La risposta è no. Fuori dalle esperienze di meditazione collettiva fatte non riuscivo a darmi una routine e ritrovare quello spazio meraviglioso da sola.
Nel contempo però andavo facendo proseliti a destra e a manca e suggerendo corsi, app e  spingendo altri a fare la stessa esperienza.
Ma anche loro avevano la stessa difficoltà, meditare da soli.

La mia curiosità mi viene in aiuto

Dopo aver installato due app per meditare (insight timer e stop, breath and think) mi vedevo i giorni passare con la app che diceva (perché ha memoria) da quanti giorni consecutivi meditavo o non meditavo e invariabilmente perdevo la mia routine.
Poi un giorno aspettando un treno in ritardo di 90 minuti ho deciso di provare con la app nuove meditazioni per trasformare quello che era un disagio in un'opportunità.
E qui è avvenuta un'altra cosa nuova. Ho provato diverse forme di meditazione, la prima, la seconda e la terza e più andavo avanti e più mi appassionavo. Sì perché io avevo conosciuto la mindfulness attraverso un protocollo e una serie di tecniche e non immaginavo nemmeno quante potessero essere le vie per arrivare alla meditazione. Mi è venuta voglia di provarle tutte. Così ho meditato con un mantra indiano (cosa già fatta ma in questo caso l'ho fatto per un tempo molto più lungo), con una preghiera (in ebraico), con lo Yoga Nidra. Insomma la mia curiosità era alle stelle. Era meraviglioso in particolare rispondere alla domanda: come reagirà il mio corpo? cosa sentirò a livello di sensazioni emozioni e come si muoveranno i miei pensieri? Ciò che mi intrigava insomma non era solo la curiosità intellettuale ma soprattutto la esperienza che il nuovo generava in me. Ed era spettacolare perché mi arricchivo ad ogni istante di qualcosa di non provato prima.

Capisco il mio condizionamento e lo cambio

Ciò nonostante faticavo a tenere la costanza. Finché un giorno ho capito l'errore.
Stavo vivendo la meditazione come un obiettivo, il che la faceva assomigliare ad una performance.
Questo c'era di sbagliato. Avevo nella mia testa di diventare "esperta". Ho capito che era sbagliato. Che per avere i benefici della meditazione non è la via giusta, almeno per me.
Così ho cominciato a meditare con più gioia, dandomi il permesso di non preoccuparmi dei miei progressi, di stare nell'esperienza per quel che era.
E' cambiato qualcosa da quel momento, lo sento.
La vivo di più come un bambino, col cuore libero, e me la godo tanto di più.

What's next? Cosa viene ora?

Molti mi chiedono "come fare" per iniziare a meditare. Nel cercare la loro risposta io cerco ogni giorno la mia.
E vi dico che non ce n'è una sola. Trovate la vostra via per arrivare a praticare ma state attenti alla nostra mentalità di occidentali che ci porta a vivere tutto in un'ottica di performance, magari in maniera latente e nascosta. Questo forse l'unica attenzione che ho oggi da regalare. Il resto è esperienza ed è ancora in corso quindi vi terrò aggiornati!

Se qualcuno ha voglia di condividere la propria esperienza nei commenti potrà essere di grande aiuto a tutti.

Risorse internet per iniziare a meditare:
- Le app (insight timer o altre ce ne sono anche in italiano)
- Lezioni gratuite in internet su tutti consiglio il corso GAIA del Villaggio Globale di Bagni di Lucca
12 lezioni on line del progetto GAIA al seguente Link
http://www.benessereglobale.org/benessere_globale.php?id=sessionimindfulness


lunedì 10 luglio 2017

IL POTERE DELLA PAURA IN HARRY POTTER




Harry Potter e il prigioniero di Azkaban

La prima volta che vidi Harry Potter e il prigioniero di Azkaban mi colpì molto una scena che riguardava le paure e il loro potere.

C'era nel film una metafora della paura molto convincente, la metafora del "molliccio" un "mutaforma", qualcosa impossibile da vedere che assumeva le forme di tutte le nostre paure.
Questo molliccio poteva essere sconfitto con l'umorismo.

Nel film i ragazzi pronunciavano la parola "ridiculus" immaginandosi l'immagine paurosa con particolari paradossali e buffi che la trasformavano da minacciosa a ridicola.

LA LEZIONE

Pensai che questa metafora insegnava alcune cose da ricordare sulla paura:

  • che le paure e le emozioni sono dentro finché qualcosa non le tira fuori dal nostro teatro interno
  • che per vincerle bisogna avere fiducia in sé nel guardarle, attraversarle e vincerle con il potere dell'ironia e della fantasia
  •  che il potere della paura sta nella "paura di avere paura"

sabato 8 luglio 2017

MANTIENI POSITIVI I TUOI PENSIERI

Mantieni i tuoi pensieri positivi
Perche’ i tuoi pensieri diventano parole
Mantieni le tue parole positive
Perche’ le tue parole diventano i tuoi comportamenti
Mantieni i tuoi comportamenti positivi
Perche’ i tuoi comportamenti diventano le tue abitudini
Mantieni le tue abitudini positive
Perche’ le tue abitudini diventano i tuoi valori
Mantieni i tuoi valori positivi
Perche’ i tuoi valori diventano il tuo destino.

(Mahatma Gandhi)

da recitare e ricordare ogni giorno al nostro cuore e alla nostra mente

venerdì 7 luglio 2017

LA VITA E' QUELLA CHE E'


Perché
ACCETTARE non è  ARRENDERSI 
ma rappresenta il primo passo per vedere e affrontare la realtà per quello che è, con i suoi limiti e i suoi spazi di possibilità

https://it.wikipedia.org/wiki/Virginia_Satir

giovedì 21 aprile 2016

COSA E' IL BENESSERE PER TE?


Il benessere lo vogliamo tutti. 

Ma siamo davvero sicuri che le nostre abitudini mentali e i condizionamenti esterni ci portino proprio in quella direzione? La risposta è no. Molti fattori remano contro e solo con la consapevolezza e l'ascolto possiamo neutralizzare questi "boicottatori" e cominciare a essere felici da subito.

Per questo è utile riflettere sul fatto che

IL BENESSERE HA ALMENO TRE FACCE

  1. La faccia più conosciuta è quella a cui siamo abituati a pensare:

IL BENESSERE E' LA MIA META

E' un desiderio, un'aspirazione costante di tutti. Vogliamo star bene, psicologicamente, fisicamente, economicamente, socialmente e vogliamo lo stesso per chi ci sta attorno.
Certo ognuno ha una definizione diversa e personale del benessere.
Per alcuni il benessere finanziario significa avere milioni di dollari per altri avere ciò che serve per vivere tranquillamente senza troppo lusso. Per alcuni il benessere sociale significa piacere a tutti per altri saper gestire i conflitti. Per altri ancora  benessere psicologico significa essere sempre sorridenti e non sentirsi mai tristi e così via.
Certo è che ognuno ha la sue risposte.  Ma le conosciamo veramente? Le abbiamo esplorate in profondità e le abbiamo condivise con le persone importanti per noi?
La risposta spesso è NO. 
Perché in fondo fa un po' paura riflettere su una cosa così importante e si potrebbe scoprire di essere parecchio lontani dalla meta. In generale poi si è più "portati", o abituati, a martellarsi la mente pensando al malessere (quel che non và o non c'è) piuttosto che al benessere per poi magari lamentarsi un po'.

  • E tu che risposta ti dai?
  • Cosa vuol dire per te il benessere? 
  • Cosa deve succedere perché tu stia bene? 
  • E cosa vuol dire per te stare bene, come ti senti quando stai bene?

Ma il benessere ha almeno altre due facce, un po' più nascoste.

La prima è quella del

BENESSERE COME CONDIZIONE INTERIORE


di partenza e non di arrivo.
Qualcosa che ognuno crea in ogni momento dentro di sé.
Questo benessere interiore ci regala la serenità, la visione, la motivazione per raggiungere obiettivi più esterni che realizzano ciò che vogliamo nella nostra vita.

E' quella "felicità che viene da dentro" (cit. Benigni) che in termini psicologici libera risorse cognitive ed emotive e le mette al servizio dei nostri traguardi neutralizzando il potere di paure, sensazioni di inadeguatezza e altre emozioni distruttive che impediscono di CONCENTRARSI sull'obiettivo.
Questa è quindi una faccia che conferisce potere e potenza, energia e vitalità.

  • In genere da cosa dipende il tuo benessere? 
  • Quanto di ciò che lo influenza dipende da te e quanto da fattori esterni?
  • Su cosa ti concentri durante la giornata?
  • Quanto spazio le tue paure o le tue preoccupazioni e quanto i tuoi obiettivi?

La seconda faccia nascosta è quella del


BENESSERE COME VITA FACILE


al riparo da eccessivi sforzi e fatiche che ci disabitua a fare fatica a impegnarci e ci rende deboli e fragili.
E' questo un condizionamento culturale forte che noi riceviamo, la fatica come il dolore è qualcosa di escluso dal nostro comune pensare, a partire dal nostro sistema educativo. Non a caso nella generazione dei '70s spesso i genitori hanno fatto di tutto per far sì che i figli esprimessero il loro potenziale tranne permettergli di fare fatica.
Di fronte a persone che vengono da paesi in cui fame guerra e altre difficoltà hanno temprato le loro capacità e la loro forza di volontà noi appariamo come esseri davvero poco resilienti, inclini al lamento e all'appoggio facile.
La televisione e gli altri mezzi di comunicazione di massa ci convincono che non è lecito sostare nel benché minimo disagio come un mal di testa o un mal di pancia, tant'è che c'è pronto un farmaco che lo può togliere a tempo record.
Peccato che in ciò si perda la possibilità di ascoltare il proprio corpo per comprendere che cosa di più importante ci sta dicendo quel sintomo rispetto alla causa che l'ha originato, impedendoci in tal modo di prendere rimedi ben più importanti e sistemici per migliorare la nostra salute.

Viviamo nella società dell'anestesia, del riduzionismo
 in cui anziché curare le cause si curano i sintomi

E' lo stesso anche con i malesseri psicologici. Essere depressi significa essere malati e anche inadeguati ed è una causa che va rimossa.  Poco importa se quel sentimento di tristezza è lì a farci riflettere su qualcosa della nostra vita che va cambiato e che nel lungo periodo potrebbe esprimersi diversamente generando un altro malessere psicofisico.

  • Quando fai fatica come reagisci? Qual è la tua soglia di resa?
  • Come affronti dolore e disagio?
  • Se ascolti il tuo corpo che cosa ti sta dicendo e cosa puoi cambiare?


COSA POSSIAMO FARE PER GESTIRE IL BENESSERE IN MODO ATTIVO?


1. IMPARARE a vedere il mal-essere come qualcosa di informativo, spesso formativo, mai definitivo e totalizzante;
2. ASCOLTARE situazioni di disagio e di fatica, come  un micro malessere fisico, per comprendere qualcosa su di sé o su ciò che sta fuori di noi;
3. ALLENARE LA RESILIENZA in noi stessi, negli altri e nei bambini; non facilitandosi troppo la vita, dandosi e dando agli altri i loro tempi per risolvere i problemi (difficile aspettare eh???!), darsi il permesso di stare con emozioni negative rispecchiandole ai bambini e non negandole (NON E' NULLA);
4. NUTRIRE UN'ATTITUDINE ECOLOGICA  nel proprio pensiero basata sull'autonomia, sulla fiducia nelle proprie capacità e sulla capacità di direzionare i propri pensieri verso ciò che ci dà potenza e non ciò che ce la toglie.

Se vuoi approfondire potrebbero interessarti anche:

- Articoli sulla resilienza
- Articoli sull'ecologia della mente e del pensiero

venerdì 2 gennaio 2015

COME PER IL 95% DEL TEMPO AGIAMO PROGRAMMI INCONSCI



Grande discorso di Bruce Lipton:
 "per il 95% del tempo noi agiamo dei Programmi inconsci e solo il 5% della nostra vita agiamo creativamente"
"per cambiare dovremo proteggere i nostri bambini da questi programmi perché fuori dai programmi potranno rimanere umani"
aggiungo io: e liberi!


ricordo la possibilità di chiedere la traduzione dei sottotitoli in italiano.
Catia Conti

LA FELICITA'... CERCATELA




"La felicità sì la felicità.
A proposito di felicità, cercatela!

Tutti i giorni continuamente,  anzi chiunque mi ascolti ora si metta in cerca della felicità.
Ora in questo momento stesso perché è lì, ce l'avete, ce l'abbiamo, ce l'hanno data in dono quando eravamo piccoli.

Ce l'hanno data in regalo, in dote, ed era un regalo così bello che l'abbiamo nascosto, come fanno i cani con l'osso quando lo nascondono.

E molti di noi l'hanno nascosta così bene che non si ricordano dove l'hanno messa, ma ce l'abbiamo, ce l'avete, guardate in tutti i ripostigli, gli scaffali, gli scomparti della nostra anima, buttate tutto all'aria, i cassetti, i comodini che c'avete dentro, vedrete che esce fuori.

C'è la felicità, provate a voltarvi di scatto che magari la pigliate di sorpresa, ma è lì.

Dobbiamo pensarci sempre alla felicità 
e anche se lei qualche volta si dimentica di noi
noi non ci dobbiamo mai dimenticare di lei 
fino all'ultimo giorno della nostra vita."

Roberto Benigni

sabato 15 novembre 2014

NUTRIRSI BENE COME INVESTIMENTO PER IL FUTURO



Oggi vorrei condividere un grande articolo che spiega come le nostre cattive abitudini prima di tutto alimentari siano alla base delle nostre malattie.

Lo troviamo sul sito di informasalus:
http://www.informasalus.it/it/articoli/cambiare-paziente-medicina.php
Si può prevenire partendo da lontano.

Oggi chiamiamo Prevenzione la ricerca di malattia, il "fare le analisi" significa accertarsi di essersi ammalati o meno. Tecnicamente la chiamiamo prevenzione secondaria.
La vera prevenzione, quella primaria, nasce molto prima, nel tempo e nella nostra mente, nel momento in cui smettiamo di comportarci in modo istintivo e COSTRUIAMO la nostra SALUTE in modo responsabile.

COME?
Prima di tutto IMPARANDO A NUTRIRSI, SMETTENDO DI RIEMPIRSI semplicemente la pancia.
Nutrire il proprio corpo significa introdurre cibo che gli dia ciò di cui questa splendida macchina ha bisogno di funzionare.
Molti quando invito a curare la propria alimentazione quotidianamente, mi dicono di non aver abbastanza conoscenze oppure di non aver tempo o denaro.

Li invito a fare una valutazione. Quanto tempo, denaro e conoscenze pensate di dover sviluppare quando vi ammalerete?
Quanti esami dottori, riviste scientifiche andrete a cercare in caso di malattia?
A chi oppone il fatalismo della genetica ricordo la Epi-genetica cara alla nostra Rita Levi Montalcini.
Esistono certo predisposizioni genetiche ma è il nostro stile di vita a fare il resto, la genetica è potente ma non onnipotente.Lo so non è colpa vostra, c'è un forte condizionamento che vi porta dove siete.

La nostra società attraverso i mezzi di informazione passa l'idea che alcuni cibi siano buoni o in fondo non così cattivi. Si dice alle mamme di prendersi cura dei propri bambini con delle belle merendine, ai partner di dire "ti amo" con una nota cioccolata spalmabile...
Si fanno pubblicità dei farmaci come se fossero noccioline invitando a prendere la confezione "formato famiglia" perché è chiaro si ammaleranno tutti!
E' l'ora di una coscienza critica, di pensare con la propria testa, di ricordarsi ciò che ci dà davvero piacere e di NON AVERE PAURA di essere diversi e cambiare.
NON E' ALLARMISMO è solo per dire non fidatevi vogliono solo venderci uno stile di vita che purtroppo la vita la complica e l'abbrevia!
Le statistiche parlano chiaro ma ancora di più le storie dei pazienti come quella raccontata in questo articolo.


martedì 4 novembre 2014

L'IMPORTANZA DELL'AMBIENTE: L'ESPERIMENTO FINESTRE ROTTE

Oggi vorrei parlarvi di un interessante esperimento di psicologia sociale effettuato nel 1969 che mostra quanto la cura dell'ambiente sia influente sul comportamento delle persone.

In questo esperimento dell'Università di Stanford (USA) vennero lasciate due auto identiche abbandonate in strada in due quartieri: Palo Alto in Florida, un ricco quartiere, il Bronx di NY, quartiere famoso per la sua criticità.

Nel giro di una settimana l'auto nel Bronx venne smontata di tutto ciò che potesse essere riutilizzato e demolita nel resto.

A Palo Alto invece l'auto rimase intatta, così i ricercatori decisero di rompere un finestrino per comprendere se qualcosa sarebbe cambiato e così fu. Avvenne ciò che era avvenuto nel Bronx e l'auto venne ridotta nelle medesime condizioni.

Molti altri esperimenti sono stati fatti negli anni sull'influenza dell'ambiente sul comportamento ma noi stessi possiamo facilmente osservare quanto ad esempio siano più frequenti comportamenti quali gettare una carta per terra quando ve ne sono già delle altre anziché in ambienti puliti e ordinati.

E' l'effetto finestre rotte, un meccanismo che si frappone tra la psicologia collettiva e quella individuale in un interscambio reciproco di identità.

E' importante avere cura dei propri ambienti pubblici e privati perché il senso di ordine, pulizia e importanza si generalizza dai luoghi alle persone che li abitano.

mercoledì 23 aprile 2014

LA MUSICA ACCORDA L'ANIMA....



Non ci sono parole e forse è meglio solo la sensazione di un gran benessere si aggiunge a questa melodia che accorda anima e vita magicamente...

E se avete bisogno di più energia ecco un'onda potente e briosa...

mercoledì 26 febbraio 2014

AMARE QUALCUNO AMANDO SE STESSI

Un bambino cerca un padre e una madre ma non li trova. Da adulto vuole scoprirli in una moglie o in un marito, ma prima ancora di cominciare è arrabbiato perché sa che non incontrerà donne o uomini perfetti. Si aspetta il fallimento ma pretende il successo. Chiede qualcosa che non si aspetta, esigendo un amore da chi ritiene che non saprà soddisfarlo, per cui le frasi che pronuncia e le azioni che compie non sono mai domande, ma lamenti camuffati da richieste” .   P. Menghi

E' la dimensione mitica del legame di coppia, quella parte indicibile e per lo più sconosciuta che plasma le aspettative di ogni partner. Parte da lontano dai "buchi emotivi" che ognuno di noi ha nelle proprie storie di attaccamento.
E' un gioco di incastri, un puzzle tra inconscio e inconscio nel quale dinamiche antiche rischiano di essere pericolosamente ripetute e le vecchie ferite riattualizzate.
L'innamoramento però rende possibile la speranza di farcela, di poter cambiare una storia ormai andata.
Eppur nemmeno il più grande dei sentimenti può farlo così non resta che svelare l'inganno, passare attraverso la disillusione per traghettare verso un rapporto in cui vedere l'altro per quello che è, per ciò che ci può realmente dare, senza quell'eredità di debiti emotivi che non gli appartiene e che non può colmare.






sabato 1 giugno 2013

COSA TI DICI AL MATTINO APPENA SVEGLIO?


M. Louise Hay ha 85 anni!
In questo discorso ci racconta, e ci mostra con la sua energia, quanto sia importante essere padroni dei propri pensieri in ogni momento della giornata, perché questi incanalano in una direzione (positiva o negativa) i nostri sentimenti e gli eventi che ci accadranno in quella giornata.
Fa una domanda a cui ognuno di noi può rispondere:
"Cosa ti dici al mattino appena sveglio?"
Ti dici pensieri tipo "sono stanco", "sono preoccupato per questo o quello?" oppure ti dici "grazie! grazie vita, grazie letto, oggi sarà una giornata molto ricca per me?"
C'è un orecchio interno in ognuno di noi che ascolta questi pensieri e parla dritto dritto al nostro cuore.
L'impatto sulla nostra energia è chiaro e possiamo percepirlo, i pensieri negativi la tolgono quelli positivi ce la regalano.
E' facile, semplice avere pensieri positivi che ci aiutano nella vita?
A prima vista sì, non c'è nessuna grande legge della fisica o della psicologia da imparare, eppure qualcosa ci boicotta: sono le nostre abitudini e i nostri condizionamenti inconsci.

Abbiamo bisogno di dirci "ti voglio bene!" perché divieti, giudizi, attese,  hanno finito nel tempo per indebolire l'amore incondizionato verso noi sé stessi  di cui abbiamo bisogno per sentirci forti e al sicuro in ogni momento della nostra vita.

"Abbiamo bisogno di pensare che la vita sarà buona con noi", cioè di  nutrire speranza e fiducia per vivere appieno il presente.

Quindi siate impeccabili con i pensieri indirizzateli continuamente verso la lingua del "posso" e dell'amore per voi stessi!!!

giovedì 18 aprile 2013

L'IMPRONTA DI UN ATTIMO CHE E' STATO



Al termine di ogni giorno puoi chiederti cosa mi tengo?
cosa gli ha dato un senso per me?
Un'immagine, una sensazione, un odore magari..
ciò che conta è tenersi dentro l'impronta  di un attimo
che non tornerà ma c'è stato


giovedì 28 marzo 2013

PER ESSERE QUELLO CHE VUOI ESSERE INIZIA QUANDO VUOI



"Per quel che vale
non è mai troppo tardi
o nel mio caso troppo presto
per essere quello che vuoi essere
non c'è limite di tempo
comincia quando vuoi
puoi cambiare o rimanere come sei
non esiste una regola in questo
possiamo vivere ogni cosa al meglio o al peggio
spero che tu viva tutto al meglio!"

Vi auguro di vivere tutto al meglio

lunedì 18 febbraio 2013

ESSERE PRESENTI - A NOI STESSI


DOMANDA:
Questa mattina quando ti sei alzato cosa hai fatto?

Ti sei alzato in fretta e la tua mente è stata invasa dalle mille cose da fare.
Il tuo cuore è stato occupato dalla preoccupazione, dall'ansia mentre il tuo corpo faticava a uscire dal nido caldo delle lenzuola.

Ecco questo è ciò che significa essere "assenti" a se stessi.

Se invece ti sei svegliato e mentre scendevi dal letto hai fatto un grande respiro e un bel sorriso, se hai aperto la finestre sentito l'aria fresca sul viso e notato la rugiada sulle foglie allora ecco eri un po' più "presente".

Presenza o assenza stanno nella misura in cui ci accorgiamo dei nostri pensieri ed emozioni o in quanto loro dirigono noi.

Possiamo fermarli per sentire il battito della nostra vera essenza, mettere al centro di ogni giorno il seme di amore che portiamo dentro finché germogli nel mondo intorno a noi.

Cominciamo dal respiro che ci riporta al nostro centro, liberandoci dalla morsa delle tensioni delle nostre emozioni negative; favorirà la consapevolezza di noi, del nostro corpo, delle sue potenzialità;  libererà la mente dalla preoccupazione favorendone la concentrazione sul presente e su una visione più profonda dei nostri desideri e delle nostre scelte.

Ogni attimo lasciato andare nell'assenza è un attimo perso verso la realizzazione di ciò che vogliamo essere.