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sabato 12 agosto 2017
martedì 1 agosto 2017
NON PUOI CONTROLLARE
"Non puoi controllare il mondo, la tua nazione, la tua città, nemmeno i cambiamenti di umore delle persone che ti circondano.
Quello che puoi fare è crearti uno spazio tutto tuo, uno spazio nel quale le regole di interazione che hai scelto hanno un senso e le tue azioni sono integre e consapevoli".
Sharon Salzberg
domenica 30 luglio 2017
LA COMUNICAZIONE SECONDO PIRANDELLO
Il meccanismo della proiezione e dei filtri nella comunicazione spiegato da un grande scrittore.
Nella comunicazione troviamo molti ostacoli nascosti, il più importante ha a che fare con la MAPPA interiore di ognuno di noi che agisce come un filtro con cui si interpreta, legge e reagisce alla realtà.
LA MAPPA
La mappa dipende dalla storia e dai valori di ognuno e conferisce alle cose un valore unico come uniche sono le storie delle persone.
LA PROIEZIONE
La proiezione è il meccanismo con cui noi riversiamo sugli altri il nostro sistema di riferimento, in altre parole pensiamo che gli altri pensino, sentano, siano fatti come noi.
E' un proiettare sé stessi nell'altro, fatto non solo che distorce la comprensione, ma spesso è così potente da traslare effettivamente sull'altro pensieri ed emozioni. La dinamica più esplicita della proiezione è quando l'altra persona finisce la frase al posto nostro, dando un esempio di "lettura del pensiero" che solo a volte è corretta.
La comunicazione è trasformazione diceva Jung proprio perché è accogliere qualcuno prima che qualcosa, qualcuno che ci modificherà in maniera spesso implicita e nascosta e che noi tenderemo a leggere con i nostri schemi mancando ciò che l'altro è effettivamente.
LA LEZIONE
E' sempre quella di: ASCOLTARE, ASCOLTARE E ASCOLTARE, non solo con la mente ma anche con il cuore aperto all'incontro con chi non necessariamente ci assomiglierà.
mercoledì 26 luglio 2017
L'ESSENZA DELLA LEADERSHIP IN UNA FRASE
Viktor Frankl aveva un approccio "esistenzialista" che sottolineava come fosse necessaria per l'uomo una continua costruzione e ricostruzione, anche temporanea, del senso del proprio esistere nel mondo.
Internato in ben quattro lager in cui perde la maggior parte della propria famiglia, compresa la giovane moglie, sopravviverà grazie alla sua resilienza basata appunto sulla costruzione di un senso temporaneo del proprio vivere, sull'umorismo e l'immaginazione.
Nel suo bellissimo libro, "lettere di uno psicologo nei lager" (ed. Ares) egli racconta come è potuto sopravvivere a condizioni inimmaginabili grazie alla motivazione di aiutare gli altri a non lasciarsi andare e alla costante capacità di immaginare la propria amata.
In questa frase egli sottolinea che la nostra libertà è legata alla nostra capacità di rispondere anziché reagire agli eventi, pensando in modo strategico in base a quelli che sono in quel momenti i nostri obiettivi.
La nostra Respons-abilità ci conduce a rispondere in base a ciò che vogliamo essere e realizzare nella nostra vita perché come egli cita nel suo libro "un uomo con un perché può sopportare quasi qualsiasi come". A noi la scelta se farci gestire dagli eventi e dagli altri o cominciare a scegliere.
lunedì 10 luglio 2017
IL POTERE DELLA PAURA IN HARRY POTTER
Harry Potter e il prigioniero di Azkaban
La prima volta che vidi Harry Potter e il prigioniero di Azkaban mi colpì molto una scena che riguardava le paure e il loro potere.
C'era nel film una metafora della paura molto convincente, la metafora del "molliccio" un "mutaforma", qualcosa impossibile da vedere che assumeva le forme di tutte le nostre paure.
Questo molliccio poteva essere sconfitto con l'umorismo.
Nel film i ragazzi pronunciavano la parola "ridiculus" immaginandosi l'immagine paurosa con particolari paradossali e buffi che la trasformavano da minacciosa a ridicola.
LA LEZIONE
Pensai che questa metafora insegnava alcune cose da ricordare sulla paura:
- che le paure e le emozioni sono dentro finché qualcosa non le tira fuori dal nostro teatro interno
- che per vincerle bisogna avere fiducia in sé nel guardarle, attraversarle e vincerle con il potere dell'ironia e della fantasia
- che il potere della paura sta nella "paura di avere paura"
lunedì 3 luglio 2017
giovedì 28 marzo 2013
PER ESSERE QUELLO CHE VUOI ESSERE INIZIA QUANDO VUOI
"Per quel che vale
non è mai troppo tardi
o nel mio caso troppo presto
per essere quello che vuoi essere
non c'è limite di tempo
comincia quando vuoi
puoi cambiare o rimanere come sei
non esiste una regola in questo
possiamo vivere ogni cosa al meglio o al peggio
spero che tu viva tutto al meglio!"
Vi auguro di vivere tutto al meglio
sabato 5 gennaio 2013
I BAMBINI FANNO "OOOOOO"
Quando un bambino nasce sa amare, esce dalla pancia guarda la sua mamma e il suo papà e nei suoi occhi vedi "ma che fantastici questi due".
Non importa se sei bella o brutta, magra, grassa o con le smagliature sono tutte cose che per lui non contano, tu sei la sua mamma e sei la migliore "di default".
Passa il tempo e le cose cambiano, quel bambino, dopo non poche delusioni, comincia a pensare "non amerò più nessuno" oppure "amerò solo se... sarò amato".
E' la fine dell'amore puro e l'arrivo dell'amore-scambio in cui perfino per amare se stesso dovrà "far qualcosa o essere qualcuno o avere qualcosa" non più solo "essere".
martedì 20 novembre 2012
NON IDENTIFICHIAMOCI CON LE NOSTRE PAURE
La paura è una compagna di vita inevitabile, ma ci sono paure e paure, paure reali o realistiche e paure emozionali che affondano le radici del loro potere nel passato.
Le paure di oggi sono ancorate ad antiche emozioni, vergogne o sensi di colpa patiti da bambini in occasione di messaggi genitoriali o situazioni che abbiamo vissuto come minacciose.
La paura è prima di tutto paura dell'abbandono, di non essere amati o accettati per quello che si è.
C'è poi la paura di non essere adeguati, o di essere invasi o non rispettati fisicamente o psicologicamente.
Sono paure universali quelle che ci caratterizzano, cambiano le sfumature e le occasioni in cui si manifestano e ci invadono.
Intorno alle paure costruiamo un sistema di difesa, una rocca di fortificazioni false perché basate su un non essere sé stessi ma solo ciò che dice la paura.
Quelle fortificazioni rischiano di diventare con gli anni mura insormontabili per noi e per gli altri, perché funzionano così bene che ci impediscono di sentire ciò che realmente siamo, vogliamo, possiamo essere.
Noi siamo più delle nostre paure, siamo un destino in movimento che si libera nel momento in cui permettiamo alla nostra anima di splendere liberandosi da ciò che la trattiene, incollata al terreno come un'aquila incapace di volare.
Catia
Le paure di oggi sono ancorate ad antiche emozioni, vergogne o sensi di colpa patiti da bambini in occasione di messaggi genitoriali o situazioni che abbiamo vissuto come minacciose.
La paura è prima di tutto paura dell'abbandono, di non essere amati o accettati per quello che si è.
C'è poi la paura di non essere adeguati, o di essere invasi o non rispettati fisicamente o psicologicamente.
Sono paure universali quelle che ci caratterizzano, cambiano le sfumature e le occasioni in cui si manifestano e ci invadono.
Intorno alle paure costruiamo un sistema di difesa, una rocca di fortificazioni false perché basate su un non essere sé stessi ma solo ciò che dice la paura.
Quelle fortificazioni rischiano di diventare con gli anni mura insormontabili per noi e per gli altri, perché funzionano così bene che ci impediscono di sentire ciò che realmente siamo, vogliamo, possiamo essere.
Noi siamo più delle nostre paure, siamo un destino in movimento che si libera nel momento in cui permettiamo alla nostra anima di splendere liberandosi da ciò che la trattiene, incollata al terreno come un'aquila incapace di volare.
Catia
lunedì 15 ottobre 2012
TROVA LA TUA CAMMINATA!
"Due strade trovai nel bosco e io scelsi la meno battuta ecco perché io sono diverso" (Frost)
Essere diversi non da qualcuno o qualcosa ma per se stessi, per essere autentici e veri.
Non è facile, il nostro bisogno di essere accettati e amati è spesso tale che fin da bambini rinunciamo a parti di noi, costruendo un falso sé che incontra i desideri e le aspettative degli altri ma finisce per tradire i propri.
L'autenticità diventa spesso un percorso a ritroso dell'età adulta in cui recuperare desideri, modi di sentire e vedere più vicini a noi togliendo lentamente le influenze dell'esterno.
Sganciarsi dal sistema di aspettative dell'altro richiede un percorso interiore profondo una con-sapevolezza (conoscenza di sé) potente in grado di donarci qualcuno cui essere fedeli sempre e prima di tutto e di tutti.
giovedì 5 aprile 2012
IL POTERE DEI 5 RIFLESSI BY LUCA D'ALESSANDRO
Poco tempo fa ho incontrato questo libro ed il suo autore, Luca D'Alessandro, un life coach e la sua teoria: il potere dei 5 riflessi. In questo video ne dà un breve assaggio!
"Il mondo è il tuo specchio" questo è il messaggio del libro, quindi guardaci dentro e prova a vedere che cosa ti comunica!
Facendo gli esercizi che l'autore consiglia è possibile applicare la teoria ai diversi ambiti della propria vita e questo ne fa comprendere la potenza.
Un bel percorso! Il libro è cheap (costa 10 euro circa) ma ne vale molti di più!!!
Il link al libro: Il potere dei 5 riflessi
Altamente consigliato!
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mercoledì 16 novembre 2011
SE POTESSIMO AVERE GLI OCCHIALI DELL'EMPATIA LI VORREMMO?
Questo video ci fa riflettere su che cosa accadrebbe se uno sconosciuto ci desse la possibilità di utilizzare degli speciali occhiali in grado di cambiare il nostro sguardo sul mondo e sulle persone.
Cambiare il nostro sguardo significa andare oltre le apparenze, oltre i comportamenti, per vedere l'altro nei suoi bisogni più profondi e trovare un modo diverso di stare nella realtà e magari cambiarla.
Cambiare il nostro sguardo significa andare oltre le apparenze, oltre i comportamenti, per vedere l'altro nei suoi bisogni più profondi e trovare un modo diverso di stare nella realtà e magari cambiarla.
Quello che può succedere quando cambiamo lo sguardo è accogliere l'altro e la sua sofferenza, il suo mondo, creando uno spazio mentale ed emotivo per vedere e riconoscere i suoi bisogni attraverso un "visione" attenta, profonda e disponibile al confronto.
Quel che succede quando finalmente "vediamo" l'altro e lo accogliamo è che possiamo mobilitarci per dare una risposta seppur piccola a quello che ci sta portando.
E cominciare a "vedere" qualcuno è sempre una prima forma di risposta ad un problema.
sabato 14 maggio 2011
SE TU MI CONOSCESSI DAVVERO UN ESPERIMENTO SOCIALE
"Se tu mi conoscessi davvero...sapresti delle cose di me che non immaginipotresti condividere parti di te e della tua storiapotremmo essere un "noi" che oggi non siamopotremmo scoprire che nelle nostre vite ci sono un sacco di difficoltàche possono unirci e non dividercipotresti imparare a dirmiquando mi sei vicinoquanto tieni a meperché il mondo può essere "nostro” solo se noi siamo "noi"unici e irripetibilicome la nostra giovinezza."
Dedicato a chi è giovane oggi
a chi ha l'occasione e la responsabilità
di essere tutto ciò che riesce a sognare.
P.S. Per la versione italiana cliccare sul titolo del post
lunedì 2 maggio 2011
SIATE AFFAMATI SIATE FOLLI - STEVE JOBS
Un grande discorso che attraversa i temi della resilienza, del cambiamento, dell'autenticità, dei sentimenti e molto altro... invitandoci a fidarci delle nostre emozioni e delle nostre intuizioni.
Di fronte ad un percorso di vita che è" come un insieme di puntini che si uniscono solo dopo" la morte che passa vicina regala il senso del presente liberandoci dalla paura di sbagliare o di non essere all'altezza per restituirci ad un destino autentico; essere affamati e folli di vita!
giovedì 10 marzo 2011
IL CAPITANO DELLA MIA ANIMA - N. MANDELA
E' toccante questo discorso di Nelson Mandela, porta con sé energia e speranza per affrontare
difficoltà, avversità, sentenze della vita, con la certezza di colui che è
"padrone del proprio destino capitano della sua anima."
lunedì 31 gennaio 2011
LA NOSTRA TRAIETTORIA OTTIMALE
"Hai mai sentito parlare di traiettoria ottimale?
La tua vita è come un fiume,
se miri a uno scopo a cui non sei predestinato
nuoterai sempre controcorrente.......
scopri qual è il tuo destino e il fiume ti ci porterà"...
Di rientro da un corso molto interessante di Brain Gym,
mi viene incontro questo spezzone di film.
Mi fa pensare
a quanto sia difficile per ognuno di noi trovare la "propria corrente",
la propria strada, tra i condizionamenti che fin da bambini
ci portano a perdere il nostro vero sé per compiacere ed essere amati.
Ma chi perde se stesso per l'amore di un altro non ha più niente da dare
e si trova a nuotare controcorrente.
A volte è solo una sensazione, un fare qualcosa che non piace,
una curiosità oppure una percezione come un senso di soffocamento o malinconia.
Tanti sono i segnali che ci indicano quanto lontani siamo dai nostri desideri,
quanto ci stiamo sforzando di essere qualcosa di diverso dalla nostra vera natura.
Il percorso verso sé stessi diventa così una strada a ritroso verso quella parte di noi, naturale e spontanea che sa cosa vuole e può dare alla nostra vita una leggerezza inaspettata.
martedì 24 novembre 2009
Identità on line
La tua Identità online da Miriam Bertoli
View more presentations from GGD Milano.
Questa presentazione rappresenta un contributo orientativo e formativo di grande valore per coloro che hanno deciso di utilizzare internet per fare rete e lavorare. E soprattutto sarà utile agli indecisi, ai diffidenti perché ci regala una visione sistematica e sintetica su come si costruisca un'identità in internet elemento ormai imprescindibile per alcune categorie di lavoratori, come i liberi professionisti e le imprese giovani, ma che presto lo sarà per chiunque voglia trovar lavoro visto che anche i cacciatori di teste cacciano sempre più su internet puntando la loro lente sui social network.
Grazie a Miriam Bertoli per averlo scritto e pubblicato on line e a Francesco Perticari del blog "entra dentro" per avermelo fatto trovare ( http://www.entradentro.wordpress.com)
domenica 6 settembre 2009
la ricerca della autenticità
Ascoltando questa bella canzone di Billy Joel
mi ha colpito molto la frase in cui dice:
"I don't want some pretty face to tell me pretty lies
I want someone to believe"
Mi ha fatto venire in mente un tema su cui mi sono soffermata ultimamente, vale a dire,
l'autenticità,
l'essere profondamente e veramente sé stessi, con gli altri ma soprattutto in rapporto alla propria storia, ai propri desideri.
Ognuno ha un destino, ma solo una mente libera da eccessivi condizionamenti ci permette di trovarlo.
Quello che ci è a volte così chiaro da piccoli, quel "vorrei" nitido e sincero diventa un forse, un magari, un "se", da grandi perché ci si ritrova confusi e impauriti.
Trovare i nostri desideri più autentici significa smettere di confondersi con quelli degli altri, liberarsi dalla schiavitù del riconoscimento in quanto tale per cercare solo ciò che è fedele a noi, alla nostra leggenda, (come direbbe Coelo).
E' un cammino difficile ma non impossibile, che presto restituisce la gioia di stare finalmente con un sé familiare, non estraneo.
E' in fondo un incontro con qualcuno che si era perduto nella delusione del desiderio, nella paura dell'imprevisto, nelle difficoltà che si presentano come banco di prova di quel che vogliamo davvero essere.
Good luck!
Catia Conti
sabato 4 luglio 2009
essere riconosciuti per riconoscersi
Grazie, Claude Steiner!
Grazie per questa favola per grandi
destinata a migliorare la vita dei nostri bambini,
di quelli che ci circondano e di quelli che portiamo dentro.
Il tema che vorrei proporvi oggi è quello dei riconoscimenti,
o carezze, o "caldo-morbidi" come li chiama Steiner.
Quanto sono importanti i riconoscimenti nella nostra vita lavorativa?
Tanto, tantissimo
perché possono confermare o disconfermare la nostra identità,
indurci al cambiamento o alla fissità,
perché muovono il cuore e dietro le gambe, lo spirito, le energie.
Il nostro benessere al lavoro dipende da quanto vieniamo riconosciuti,
per ciò che siamo,
per il lavoro che facciamo ogni giorno.
Se quando facciamo qualcosa e qualcuno ci dice "bravo!"
ci sentiamo bene, ci sentiamo capiti, visti, apprezzati.
Se quando facciamo qualcosa di sbagliato,
qualcuno ci dice "questa cosa è sbagliata andava fatta diversamente, ma tu sei ok"
sentiamo che questa persona si prende cura di noi
e non solo delle cose da fare
e forse ci sta offrendo un'opportunità per migliorare e crescere.
Fin da quando siamo bambini
la sintonizzazione con chi si prende cura di noi ci da un riconoscimento,
permettendoci di riconoscerCi essendo riconosciuti dall'altro.
I riconoscimenti aiutano il bambino nell'affrontare i propri bisogni adattivi,
a confrontarsi con i compiti evolutivi,
in definitiva a crescere.
Questo processo non s'arresta mai,
noi continuiamo a crescere,
a frontaggiare sfide evolutive nuove o vecchie
in diverse fasi della nostra vita.
Ed ecco l'importanza dei riconoscimenti,
che nutrono il proprio sé nelle difficoltà (tu vai bene)
nutrono le proprie competenze nell'apprendimento (si fa così)
e nutrono infine le relazioni che abbiamo di
"momenti di incontro ...
esperienze affettive positive ...
momenti di vitalizzazione "
(Louis W. Sander)
Edè proprio questa capacità di "rivitalizzare"
che colpisce
per la potenza con cui un riconoscimento può aiutare
la nascita, lo sviluppo e il consolidamento della nostra identità,
anche lavorativa.
Buona lettura,
e tante tante carezze infinite a tutti!
Catia Conti
link per il testo della favola:
in italiano http://www.emotional-literacy.com/fuzzyit.htm
in inglese http://www.emotional-literacy.com/fuzzy.htm
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